Argomento complesso per questo post!
Dunque: il senso di colpa è quel sentimento che ci pervade ogni volta che sappiamo (in maniera più o meno conscia) di aver detto o fatto qualcosa di sbagliato, qualcosa che va contro i nostri valori o contro le regole dello stare insieme e della società, regole inizialmente 'imposte' dai genitori e dal nostro ambiente educativo e successivamente interiorizzate e 'fatte nostre'. A ciò ne consegue quasi un bisogno di essere 'puniti' per poter essere poi perdonati (cioè riscattati dal nostro errore), come se scontare una pena ci potesse redimere.
Tutto questo processo, apparentemente semplice, diventa complesso quando viene calato nella realtà dei rapporti sociali: se pensiamo alla difficoltà di 'infliggere' pene più o meno grandi ai propri figli, sappiamo che si è sempre combattuti per cercare di dare una 'punizione equa' per l'errore commesso (né troppo severa, né troppo blanda) e a volte si preferisce perdonare (omnia vincit amor... è proprio vero!) senza punire. Non voglio dire che sia sbagliato quest'ultimo atteggiamento, ma deve essere calibrato e calcolato, altrimenti si corre il rischio, come nel caso dell'adolescente, che provochi volutamente i genitori per vedere se sono in grado di gestirlo, di fermarlo, anche attraverso la punzione quando trasgredisce a delle regole. Per questo è importante non sottovalutare la pena: serve per riscattarsi dall'errore commesso!
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sabato 15 maggio 2010
...Sempre colpa dei genitori (??)
Sì, secondo la Corte di Cassazione che spesso, nelle sue sentenze, 'condanna' i genitori a pagare per gli errori dei figli (ve ne cito una: la n. 9556 del 2009). Tanto per spiegarmi meglio: un minorenne i motorino fa un incidente e uccide l'altro conducente, la Cassazione ha stabilito che i genitori dei ragazzi minorenni che guidano il motorino senza indossare il casco sono responsabili in caso di incidenti causati a terzi per la cattiva educazione impartita ai loro figli. E' interessante notare come fino alla maggiore età è come se il ragazzo/a non potesse essere responsabile delle proprie azioni e la responsabilità cada sui genitori (anche se già da 14 anni è perseguibile penalmente). In particolare si parla di 'colpa in vigilando' e di colpa in educando'. La colpa in educando ricade sui genitori e sui tutori con i quali i minori convivono: essi sono responsabili di non avere impartito ai minori l’educazione necessaria a non fargli commettere il fatto/reato. La colpa in vigilando ricade invece sugli insegnanti o sugli educatori che sono responsabili dei minori nel momento in cui sono sotto la loro custodia (ad esempio a scuola durante la ricreazione).
Senza addentrarmi ulteriormente, ciò mi serviva da spunto per riflettere sul fatto che la famiglia è considerato il primo ambito educativo a 360°, dove si impara anche a stare insieme e a rispettare le regole, ma non solo la famiglia continua a vigilare e ad essere responsabile per ciò che ha insegnato o non insegnato ai propri figli!
Senza addentrarmi ulteriormente, ciò mi serviva da spunto per riflettere sul fatto che la famiglia è considerato il primo ambito educativo a 360°, dove si impara anche a stare insieme e a rispettare le regole, ma non solo la famiglia continua a vigilare e ad essere responsabile per ciò che ha insegnato o non insegnato ai propri figli!
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