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sabato 31 marzo 2012

Educare... con le mani?

Interessante lo studio in questione: l'educazione dei figli, che passa attraverso il dialogo ma, per alcuni genitori, anche attraverso punizioni fisiche, come lo schiaffo. Ovviamente parlare, capirsi e cambiare così il comportamento dei propri figli sarebbe la situazione ideale, ma poi nella realtà subentrano altri fattori come la stanchezza, lo spavento, l'essere stati assillati tutto il giorno dai figli che lo schiaffo è lì pronto per intervenire... A quel punto che fare? Meglio trovare uno sfogo che non sia il figlio, e poi riprendere con i propri principi educativi!

(DIRE - Notiziario Minori) Roma. - La ricerca del dialogo e dell'ascolto si confermano i principali pilastri sui quali i genitori costruiscono il loro rapporto educativo con i figli - rispettivamente per il 50% e per il 35% di essi. Tuttavia piu' di un quarto dei genitori italiani ricorre allo schiaffo: lo fa o qualche volta al mese (22%) - o quasi tutti i giorni (5%). A questi si aggiunge un 49% che lo utilizza eccezionalmente. In generale un quarto di madri e padri italiani vede nel ceffone un gesto con una valenza educativa. A fronte di cio' circa il 25% del totale dei genitori si rifiuta categoricamente di ricorrere alle punizioni fisiche dei propri figli. Sono alcuni dei dati della nuova ricerca di Save the Children - realizzata da Ipsos - su "I metodi educativi e il ricorso a punizioni fisiche" e diffusa in occasione del lancio, oggi, della nuova campagna "A mani ferme - Per dire 'no' alle punizioni fisiche nei confronti dei bambini". La campagna si inserisce
nell'ambito del progetto europeo coordinato da Save the Children Italia "Educate, do not punish" , ed e' in collaborazione con la Societa' italiana di pediatria (Sip) e l'Associazione nazionale dei pedagogisti italiani (Anpe). Educano "alzando le mani" - seppure qualche volta nel
mese - il 22% dei genitori di bambini da 3 a 16 anni. Un dato che, paragonato alla precedente ricerca di Save the Children, mostra un aumento del ricorso allo schiaffo fra i genitori con figli tra 6 e 10 anni (27% a fronte del 22% del 2009) e fra 11 e 16 anni (18% contro l'8%), mentre in decremento l'uso del ceffone verso i bambini piu' piccoli tra 3-5 anni (passato dal 38% del 2009 al 22% del 2012). Capita invece quasi tutti i giorni di dare uno scapaccione ai propri bambini
rispettivamente al 5% dei genitori di figli fra 6 e 16 anni e al 3% di quelli con bambini tra 3 e 5 anni. Avviene poi in casi eccezionali al 49% dei genitori di bambini da 3 a 10 anni e per il 51% di quelli con figli da 11 e 16 anni. In generale, i tre quarti dei genitori sono conviti che lo schiaffo di per se' sia un gesto prevalentemente violento e non un metodo da utilizzare sistematicamente nell'educazione dei figli. Quando vi ricorrono e' in situazioni eccezionali, come extrema
ratio laddove avendo gia' utilizzato altri espedienti, non sanno piu' come comportarsi. Infatti tra le principali motivazioni che spingono allo schiaffo, c'e' per quasi il 45% "l'esasperazione, lo spavento, la reazione di un momento", seguita da "il voler segnalare in modo inequivocabile che si e' superato un limite estremo" per il 38%. Per quanto riguarda le conseguenze dello schiaffo sui bambini, non sono considerate necessariamente negative: per quasi il 57% dei genitori,
dare uno schiaffo una volta ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno e per il 26% di essi addirittura puo' avere un effetto benefico per renderli adulti educati.

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