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giovedì 12 settembre 2013

Mal di... scuola

Mal di pancia, nausea, vomito, mal di testa.... eh sì, si tratta del male di stagione settembrina: il mal di scuola! C'è chi se lo aspetta e chi no, a volte arriva fin dal primo giorno di scuola, altre volte arriva dopo qualche tempo.
Di sicuro è un segnale di disagio che il corpo sta inviando: non si ha voglia di andare in quel posto, di affrontare compiti e interrogazioni, responsabilità, organizzazione, compagni, insegnanti... i motivi possono essere i più disparati, ma non sono mai da sottovalutare: piuttosto cercare di comprenderli e risolverli.
Facendo un discorso in generale, in linea di massima mi sento di affermare che di fronte a questi sintomi psicofisici (do' per scontato che non ci siano patologie fisiche, tipo allergie o intolleranze alimentari, o altre cause che possano scatenare questi sintomi...) è sempre meglio non 'cedere', cioè: piuttosto andare a scuola e se peggiorano, tornare a casa. Questo perchè, in caso contrario, si rischia di rendere ancora più forte il sintomo in quanto risulta funzionale al non andare a scuola. Passiamo ad un esempio: il bimbo di 7 anni che si sveglia, dice alla mamma: "Ho mal di pancia, mi viene da vomitare, sto male...", appurato che non ci siano difficoltà gastrointestinali (e qui i medici di base o gli specialisti sono davvero di aiuto!) e che questo è un segnale delle difficoltà del bimbo, sarà importante cercare di tranquillizzarlo (anche dicendogli: "sarai un po' emozionato per l'inizio della scuola, dopo tanto tempo che non vedi più i tuoi compagni e le maestre", tanto per fare un esempio) e ascoltarlo. Non banalizzare troppo la cosa, perchè è comunque un segnale, ma aiutarlo a tradurre in parole il malessere. Se la mamma rispondesse subito: "va bene, allora stamattina stai a casa, vediamo cos'hai...", rischia il giorno dopo di dover affrontare la stessa situazione.
La scuola, con il suo carico di aspettative famigliari e sociali, è fonte di stress: aiutare il bimbo a imparare a gestire questo stress è più utile che evitarglielo!
Se i genitori non riuscissero comunque a gestire la difficoltà e ogni mattina dovesse diventare peggio dell'altro, allora potrebbe utile rivolgersi anche ad una psicologa per approfondire la questione.


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