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giovedì 13 ottobre 2011

Nobel per la pace al femminile

Tre grandi donne per il grande premio Nobel per la pace: Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkul Karman, con la seguente motivazione: “Non possiamo raggiungere la democrazia e una forma di pace duratura nel mondo - dice il Comitato - se le donne non possono ottenere le stesse opportunità degli uomini nell’influenzare lo sviluppo della società a tutti i suoi livelli”.
Cominciamo a conoscerle meglio, riflettendo sul fatto che per anni l’educazione è stata declinata la femminile e che ora è arrivato il momento che anche la pace abbia volti di donne forti e coraggiose. La liberiana Ellen Johnson Sirleaf , classe ’38, è, dal 2006 (dopo le elezioni di novembre 2005 nelle quali ha vinto l’ex calciatore George Weah), l’attuale presidente della Liberia e detiene ben due positivi record: è la prima donna nera nel mondo presidente di uno stato ed è anche la prima donna eletta come capo di stato in Africa… niente male, eh?
Leymah Gbowee, giovane liberiana classe ’72, è stata l’organizzatrice di un movimento pacifista che ha portato la Liberia alla fine della guerra civile nel 2003.
Tawakkul Karman, yemenita classe ’79, dal 2005 alla guida del gruppo umanitario “Giornaliste senza catene”, gruppo da lei stessa creato.
Cosa accomuna queste 3 grandi donne?
Innanzitutto la loro patria africana (sarebbe interessante aprire una riflessione sulle guerre civili che ancora accadono lì, nel 2011; a scuola si potrebbe approfittarne per parlare e riflettere sul colonialismo…).
Poi il loro essere donna in un contesto nel quale esserlo è più di svantaggio che di vantaggio (e qui si apre un altro scenario sulla parità dei sessi, su cosa veramente significhi, sui retaggi culturali e sulle differenze fisiche e psicologiche fra maschi e femmine).
Infine la voglia di libertà per se stesse. E per il loro Paese.


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