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domenica 6 febbraio 2011

I sogni infranti dei piccoli genitori

La cultura, e quindi anche parte dell'educazione, passa non solo attraverso le persone ma anche attraverso altri mezzi di comunicazione. Inizialmente era la stampa, poi la radio, poi la tv, poi internet e poi... chissà cos'altro ci riserva il futuro.
Comunque in questi giorni ho visto la pubblicità di un reality "Little miss America" che ha fatto rabbrividire inorriditi tutti i miei neuroni cerebrali, in cerca di un senso a questa specie di programma, eccovi qui un breve video:



Questo mi ha fatto riflettere su molte cose. Una su tutte soprattutto: in questo periodo mi sono occupata di orientamento presso i ragazzi che devono scegliere l'istituto superiore da frequentare e mi sono accorta di come una parte (non numerosissima per fortuna!) sia fortemente influenzata, se non costretta, alla scelta di un certo istituto da parte dei genitori. Spesso i genitori pensano di rendere felici i figli facendo fare loro ciò che non hanno potuto fare quando erano più giovani; pensano che i figli possano 'riscattare' il loro passato... di fronte ad avvenimenti di questo tipo rimango perplessa: da un lato è semplice criticare atteggiamenti di questo tipo, dall'altro bisogna entrare dentro la complessità della relazione.
'Proiettare' sui figli i propri desideri è un sistema estremamente dannoso e deleterio per entrambe le parti: causa solo frustrazione, perchè i genitori si sentono 'falliti' per la seconda volta e perché i figli si sentono 'frustrati' per non aver realizzato i propri desideri.
Come uscirne?
Beh, io sono dell'idea che la consapevolezza di questi meccanismi sia il primo passo necessario da fare, riconoscerli vuol dire rendersi consapevoli che esistono. Fare finta di nulla non va bene. Poi è importante ragionare e prendere decisioni sapendo, nel caso di miss america, che la voglia di diventare 'principessa' è più della mamma che della bambina, almeno per il momento o, nel caso dell'istituto superiore da scegliere, il desiderio di diventare medico (o qualche altra prestigiosa professione) è più dei genitori che del figlio.
Cosa fare?
Pensare, e soprattutto accettare, che il figlio è un'altra persona da se stessi, con il suo carattere, la sua personalità, i suoi interessi e... i suoi obiettivi nella vita!!

1 commento:

  1. Le immagini sono semplicemente violente. Anche gli animali da circo hanno un minimo di legislazione che teoricamente li dovrebbe difendere. Sono cose estreme, spero marginali nel panorama umano.

    Circa la proiezione "io non ho potuto quindi ora tu...", che dire? Ciascun genitore si deve fare un esame di coscienza, purtroppo non tutti gli esseri umani sono in grado di farlo seriamente. Oltre ai fattori desideri dei genitori e desideri dei figli, ci sono anche: realistiche attitudini dei figli, realistica situazione economica e il caso, l'opportunità imprevista. Pensa studiare faticosamente una materia in cui non si è portati abbandonando altre cose per cui si è portati, per poi non trovare comunque lavoro...!

    Al momento, sono portata a scindere le due cose, anzi tre!
    Esempio inventato: Io volevo fare la ballerina, Superbimba è portata per l'architettura, ma gli architetti non lavorano se non introdotti in questa elite da padri e zii già in attività, il panificio in fondo alla strada cerca apprendisti.
    Soluzione: ricordare che quella che voleva fare la ballerina sono io e non lei, poi separare ciò che si studia per mantenersi da ciò che si studia per proprio arrichimento (parlo di felicità!), prendere tutto in considerazione e vagliare secondo i parametri di fattibilità tempo-denaro.

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