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sabato 15 maggio 2010

colpa-pena-riscatto

Argomento complesso per questo post!

Dunque: il senso di colpa è quel sentimento che ci pervade ogni volta che sappiamo (in maniera più o meno conscia) di aver detto o fatto qualcosa di sbagliato, qualcosa che va contro i nostri valori o contro le regole dello stare insieme e della società, regole inizialmente 'imposte' dai genitori e dal nostro ambiente educativo e successivamente interiorizzate e 'fatte nostre'. A ciò ne consegue quasi un bisogno di essere 'puniti' per poter essere poi perdonati (cioè riscattati dal nostro errore), come se scontare una pena ci potesse redimere.
Tutto questo processo, apparentemente semplice, diventa complesso quando viene calato nella realtà dei rapporti sociali: se pensiamo alla difficoltà di 'infliggere' pene più o meno grandi ai propri figli, sappiamo che si è sempre combattuti per cercare di dare una 'punizione equa' per l'errore commesso (né troppo severa, né troppo blanda) e a volte si preferisce perdonare (omnia vincit amor... è proprio vero!) senza punire. Non voglio dire che sia sbagliato quest'ultimo atteggiamento, ma deve essere calibrato e calcolato, altrimenti si corre il rischio, come nel caso dell'adolescente, che provochi volutamente i genitori per vedere se sono in grado di gestirlo, di fermarlo, anche attraverso la punzione quando trasgredisce a delle regole. Per questo è importante non sottovalutare la pena: serve per riscattarsi dall'errore commesso!

2 commenti:

  1. Pena deriva dal greco poiné..., pagamento per un delitto commesso.
    Sono d'accordo con te, bisogna infliggere una pena non per far "pagare", ma per far "comprendere" che ad ogni azione comunque corrisponde una responsabilità da parte di chi la fa.
    Il cercare un dialogo, alla fine, sembra essere sempre la soluzione migliore.
    Un baciotto da giulia :-)

    http://chidicedonna.myblog.it

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  2. Si va benissimo il dialogo, ma a volte va accompagnato da una 'espiazione' e... dal perdono!!

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