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mercoledì 17 febbraio 2010

Con gli occhi di assessore...

Per i miei prossimi post condividerò con voi quello che alcune persone mi hanno detto a proposito della scuola. Comincio con l'assessore alla cultura di Chioggia, Nicola Boscolo Pecchie (è un po' lungo, ma vale la pena arrivare fino in fondo); poi inserirò dei commenti di alcune insegnanti e anche di alcune alunne... per vedere la scuola CON OCCHI DIVERSI!!

"L'educazione e' l'inizio e la fine di tutto. E' quel dovere che per tutti noi viene prima di ogni diritto. E' l'educazione che ci fa donne e uomini del nostro tempo, ci fa essere persone e non individui. La persona e' tale perche' ha relazioni umane e sociali, altrimenti resta individuo sconnesso dal resto. Dall'educazione nascono le relazioni nella famiglia, nella propria comunita', nella societa', nel proprio gruppo, anche antagonista. I nemici dell'educazione sono l'indifferenza, il nichilismo, la superficialita', il materialismo che vorrebbero l'educazione come non indispensabile. Cio' corrisponde ad un preciso indirizzo: diseducare l'uomo per degradarlo da persona ad individuo, renderlo quindi solo, sconnesso dal resto e quindi più' indifeso davanti al pensiero massificante. L'educazione e' la legittima difesa davanti a tutto cio'. Educazione come autoelevazione, come possibilita' di dare un senso alla vita, una vita in cui si possa affermare, concordare e dissentire, senza educazione si svuota l'essere sociale e quindi ne' si vince, ne' si perde, o forse si vince sempre perche' non ci sarebbe nessuna partita da giocare...sarebbe come gettare la spugna prima di iniziare, restare negli spogliatoi per paura dell'avvincente sfidA della vita.
La scuola e' uno degli ambiti, forse il più' importante in cui l'educazione va esplicata. A scuola non ci si va per essere istruiti (infatti a Chioggia l'assessorato e' stato trasformato da politiche dell'istruzione a politiche educative), ma per diventare donne e uomini, padroni del proprio fururo. A scuola ci si va anche, ma non solo, per diventare classe dirigente, in cui tutti i saperi, al plurale, vanno valorizzati, accanto alla preparazione di base devono crescere i vari saperi, quello erudizionale, culturale, classico, ma anche quelli pratici, valorizzando non la pura e semplice manualita', ma l'educazione, il sapere di base ed i saperi particolari, per diventare quindi societa' delle scelte, delle capacita', delle eccellenze, permettendo a tutti di raggiungere la propria massima aspirazione, diversa per tutti, ma sempre eccellente.
La scuola deve essere sempre meno un luogo ed essere sempre di più' un concetto: le scuole si aprano al territorio e il territorio guardi ad esse, in particolare il mondo del lavoro, non ci deve essere 'il mondo della scuola', 'gli amici della scuola', ma, semplificando, l'auspicio e' che ci sia la comunita' del proprio essere e del proprio sapere".

6 commenti:

  1. Che parolone, anzi paroline...
    Mi spiace che lo dica Pecchie perchè ne ho considerazione e perchè penso che faccia del suo meglio e si vede.
    E' parte di un suo più vasto intervento?
    Caspita, non credo a una parola.. ah,no, c'è un punto che condivido: dove dice che la scuola serve a diventare classe dirigente: è irritante, ma il "pezzo di carta" unito all'esperienza di "mobbing" scolastico possono in effetti selezionare una classe dirigente di successo.
    Ahimé, son laureata anch'io.
    Assurdo auspicare che la scuola non sia un luogo, ma che l'intera comunità si identifichi nella scuola che l'ha formata.
    ehm... e l'istruzione?
    Ovviamente la famiglia (ben prima della scuola) è il luogo principe dell'educazione, la scuola dovrebbe assolvere "almeno" all'istruzione.
    Ciao

    Pubblicherò al più presto, pungolata da questo psichedelico inno alla scuola, un ben più autorevole intervento...

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  2. L'ass. Pecchie ha, con molta disponibilità, risposto a una mia richiesta di parlare di cosa fosse per lui la scuola e l'educazione (come già anticipato nel post pubblicherò poi altri interventi di altri 'esperti' del settore). Sono d'accordo che la famiglia sia il primo luogo in cui ogni persona cresce e dovrebbe (meglio usare il condizionale...!!) essere un luogo di sviluppo e di apprendimento, ma non sempre è cosi (sigh!). "La persona è tale perchè ha relazioni umane e sociali": questo è un punto sul quale mi trovo molto d'accordo, è questa una delle funzioni ulteriori della scuola e, in generale, di tutti i gruppi. Imparare a stare insieme, imparare a collaborare, imparare a comunicare, imparare a controllare le proprie reazioni ed esprimerle adeguatamente, imparare nuove conoscenze... ecco per me la scuola è anche questo. Grazie a Dio che la scuola non è da sola a svolgere questo ruolo perchè c'è la famiglia, e grazie a Dio che la famiglia non è da sola perchè c'è la scuola!

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  3. Già, dovrebbe essere proprio così. Dovrebbe, e forse anche potrebbe... un giorno, dopo qualche oculato scossone.
    Ho poi messo nel mio blog "Chiudiamo le scuole" di Giovanni Papini, demolitivo della scuola d'obbligo (persino troppo demolitivo).
    Ciao, baci, complimenti

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  4. Vado a darci un'occhiata e poi ti faccio sapere, cmq sono molto critica....

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  5. lo so, per forza... il blog si chiama vivianaSCUOLA! Mica ti devo convincere.

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  6. infatti non si tratta di convincere, ma di confrontarsi! Il che per me non può essere che arricchente: vedere come altri la pensano mi stimola anche a riflettere sulle mie scelte...

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