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sabato 24 settembre 2011

A proposito di DSA...

Riporto una notizia molto interessante sul tema, più attuale che mai, che riguarda i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia). Importanti le rifelssioni del prof. Giacomo Stella:



(DIRE - Notiziario Minori) Roma, - "I dislessici in eta' scolare, dai 6 ai 18 anni, in Italia sono circa 350 mila, cioe' tra il 4 e 5 % della popolazione scolastica, il disturbo pero' si attenua nella popolazione generale dove si stima un'incidenza del 2,5%. Gli italiani dislessici sono circa un milione e 500 mila".Ad affermarlo e' Giacomo Stella, docente Psicologia Clinica presso la Facolta' di scienze della Formazione dell'Universita' di Modena e Reggio Emilia intervenuto alla conferenza stampa che rende attiva la legge 170/2010 che riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come disturbi specifici di apprendimento. Per Stella, il problema e' maggiormente sentito proprio durante il periodo scolastico.All'uscita da scuola, infatti, il disturbo lo si 'avverte' meno in quanto non c'e' la stessa necessita' di studiare e quindi di leggere. Tuttavia, ha aggiunto Stella, sono circa un terzo quelli che in qualche modo superano queste difficolta' in eta' adulta.Le difficolta' maggiori si incontrano proprio lungo tutto il periodo della formazione e spesso il disturbo viene confuso con il poco impegno dell'alunno. "Nella stragrande maggioranza dei casi persiste per tutto il corso della scolarizzazione e rende il percorso formativo molto problematico - ha spiegato Stella -.Negli anni passati molti bambini abbandonavano il percorso.Adesso si arriva alla scuola media superiore e abbiamo anche i primi dislessici che frequentano l'universita'. I dislessici, dal punto di vista intellettivo sono normodotati, anzi spesso hanno una intelligenza di livello superiore, semplicemente hanno un ostacolo molto forte per l'apprendimento della lettura e per leggere fluentemente". Un ''piccolo grande problema'' che oggi si puo' affrontare in vari modi, ha aggiunto Stella. "Si puo' intervenire con la riabilitazione nei primi anni della scolarizzazione, ma dopo il dislessico si trascina la sua piccola difficoltà per tutta la vita con la differenza che non e' visibile fino a quando non gli viene chiesto di leggere. Dopo la riabilitazione c'e' la possibilita' di utilizzare strumenti compensativi, cioe' di usare computer che leggono al posto del dislessico. L'informatica, infatti, permette al dislessico di arrangiarsi e fare senza la mamma che leggeva al posto suo". Particolare attenzione merita il ruolo dell'insegnante nel riconoscere i disturbi e rispondere in maniera adeguata alle necessita' di questi alunni. "Gli insegnanti sul piano dei contenuti non devono cambiare nulla - ha concluso Stella -, ma sul piano dell'attenzione devono avere parecchie avvertenze. Per esempio, scrivere alla lavagna e cancellare subito dopo e' una cosa che crea ai dislessici non pochi problemi e capita che a volte il bambino venga ritenuto pigro quando invece non riesce a fare quello che gli altri fanno con grande velocita'". Ma le accortezze, ha aggiunto Stella, devono riguardare tutto il percorso scolastico, dalle lezioni alle verifiche. Grazie alla nuova legge, infatti, per gli alunni e gli studenti con Dsa verranno privilegiate le verifiche orali al posto delle scritte e anche le lezioni sara' possibile seguirle in versione orale grazie agli strumenti compensativi previsti dalla nuova norma.




foto di: http://www.wix.com/klair89/chiaranordiophotographer?ref=nf

1 commento:

  1. Ciao, Viviana! Ho letto con molto interesse le riflessioni del prof.Stella che hanno confermato ciò che sapevo ed ampliato maggiormente le mie conoscenze. E’ una fortuna che oggi questo disturbo venga riconosciuto, ciò evita di etichettare come “vagabondi” quei bambini che pur dedicando lo stesso impegno dei compagni all’esercizio della lettura, scrittura, calcolo, non raggiungono gli stessi loro risultati, o almeno non negli stessi tempi. E’ senz’altro positivo che possano essere usati, per le lezioni e le valutazioni, strumenti che permettano a questi ragazzi di sentirsi sullo stesso piano degli altri ed ottenere successi scolastici che possano incoraggiarli a continuare gli studi. Certamente questo è un argomento vasto e controverso e meriterebbe ancor più tempo per essere approfondito. Buon fine settimana!

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