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domenica 2 maggio 2010

Riforma Gelmini: valutazione e altro

Dunque, la breve e così tanto discussa riforma Gelmini sarà il tema di questo post.
All'articolo 2 si parla di 'valutazione del comportamento degli studenti', cioè l'introduzione del cosidetto voto in condotta come determinante, se inferiore ai sei decimi, per la bocciatura. Qui si parla genericamente di valutazione del comportamento dello studente e di partecipazione alle iniziative anche extrascolastiche proposte dalla scuola, perciò i docenti hanno questi due assi come bussola per orientarsi e attribuire il voto.
Al successivo articolo 3 si parla di 'valutazione del rendimento scolastico degli studenti': la prima precisazione che viene fatta è che il voto deve essere espresso in numeri, su una scala da 0 a 10 (sicché niente più lettere - a/b/c - e niente più 'parole' - insufficiente/sufficiente/buono/ottimo - ma solo un numero). La seconda precisazione è che tale valutazione deve (...dovrebbe!!) essere illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno. E qui la cosa si fa davvero complicata: in base a cosa decido se il livello globale è adeguato o meno? Rispetto alla media della classe? E se in una classe il livello degli studenti è medio-basso? Poi, sempre l'art. 3, specifica che la valutazione, periodica e annuale, viene fatta sulla base degli apprendimenti acquisiti e anche sulle competenze acquisite; valutazione sempre espressa in decimi. Precisa che il minimo per accedere al corso di studi successivo è il 6.
Non c'è nulla che abbia a che fare con la valutazione degli insegnanti o dei dirigenti, si parla poi del tanto discusso 'maestro unico' e dei libri di testo con validità quinquennale e disponibili on line (per ridurne i costi).
Ora rimaniamo sempre con l'ardua questione della valutazione e del giudizio degli insegnanti.
Ritengo importante sottolineare che non si può fare di tutta l'erba un fascio, perciò non mi sentirete (anzi, non mi leggerete...) pronunciare discorsi del tipo 'gli insegnanti sanno o non sanno valutare', non voglio fare critiche a vuoto, quello che mi interessa è riflettere sul significato di valutare e sui mezzi utilizzati per farlo!!

2 commenti:

  1. Che difficile! Cosa vuol dire livello generale di maturazione e come valutarlo? La maturazione ha una scala di valori oggettiva o quanta parte di questa valutazione di maturità globale è soggettiva?
    La sento una cosa un po' invasiva l'essere valutata in decimi come maturità (chi si permette di valutarmi la maturità? con quale titolo? è un sistema per allevare ignoranti obbedienti e ruffiani? Sarà mai giudicato "maturo" uno che risponde indietro all'insegnante...ah), quella di acquisire una componente del "voto" partecipando anche alle proposte extrascolastiche poi... potrebbe essere ancora più subdola, mi rimanda direttamente a una "scuola a vita" invece che "scuola palestra di vita".

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  2. anch'io ritengo l'argomento alquanto difficile, per questo ho deciso di parlarne! Penso che un punto importante da non dimenticare è che si viene valutati per quello che si fa e non per quello che si è: se prendo 4 non vuol dire che sono stupido, vuol dire che non sono preparato su quell'argomento!
    La maturità? è un concetto ababstanza relativo, per questo sono fortemente a favore per stabilire a priori, in maniera univoca e condivisa, i criteri da adottare per verificare la 'maturità' degli studenti.

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